martedì 12 marzo 2013

A proposito di Chavez e di muri


Riportiamo una dichiarazione di Silvio Viale, presidente dei Radicali Italiani, apparsa sul sito Radicali.it in relazione all'articolo di Gianni Vattimo sulla morte del Presidente Chavez, pubblicato su La Stampa il 7 marzo scorso, e di seguito la breve risposta del filosofo. 


Chavez. Viale: parole di Vattimo inqualificabili. Folla oceanica dietro la bara? Anche Mussolini l'avrebbe avuta. Crollerà il muro anche in Venezuela

dal sito dei Radicali Italiani


Oggi (7 marzo 2013, ndr), intervenendo su “La Stampa”, il filosofo e europarlamentare Gianni Vattimo, ospite a varie riprese del governo venezuelano, invita l'Europa a “guardare con più attenzione alla democrazia di base di Chavez” (per l'articolo originale clicca qui).

Silvio Viale, presidente Radicali Italiani:

Silvio Viale
“Mi dispiace che l'amico Vattimo si sia fatto prendere dall'ideologia e abbia perso l'occasione di tacere. Definire “democrazia di base” il regime autoritario instaurato da Chavez in Venezuela grazie a un “golpe” è come definire “autenticamente democratico” il regime fascista instaurato da Mussolini dopo la marcia su Roma. Chavez ha incitato le masse diseredate contro il Satana americano come Mussolini si proclamò difensore della “Grande proletaria” contro la “perfida Albione”. E a chi addita la folla oceanica che ha accompagnato la bara di Chavez fino alla camera ardente, e che sicuramente domani accompagnerà i funerali del dittatore venezuelano, voglio dire che se Mussolini fosse morto nel suo letto, a Roma, nel 1935, ai suoi funerali vi sarebbe stata la stessa folla strabocchevole, la stessa folla che riempiva Piazza Venezia, la stessa folla di “italiani brava gente” che avrebbe avuto bisogno di una guerra mondiale per aprire gli occhi. E sotto il regime fascista gli italiani votavano come si è votato nel regime di Chavez. Mi dispiace che Vattimo si sia lasciato prendere da questo nuovo culto della personalità, condividendo magari le accuse di avvelenamento da parte degli USA, ma non è il solo.

Ieri sera un'accorata Giovanna Botteri, al TG3, in un impeto di revanscismo ha esclamato che “tutto il Venezuela” è con Chavez. È falso. È un Paese diviso e lacerato. Esiste nel Paese e fuori dal Paese una forte opposizione democratica che deve essere aiutata e sostenuta, contro la prossima ulteriore degenerazione degli eredi di Chavez, perché il Venezuela possa diventare una vera democrazia, lontana da ogni tentazione di democrazia "reale". 
Sappiano Vattimo, Botteri e Bertinotti che crollerà il muro anche in Venezuela."


Di seguito la risposta di Gianni Vattimo:

Gianni Vattimo
"L'amico Viale è un radicale come gli altri convinto che gli Usa siano la democrazia perfetta. Ma guardi alla realtà sociale del Venezuela, e anche, se non è troppo, alle elezioni. Se poi non crede neanche a queste, e a Carter per esempio che ne ha lodato la correttezza, allora si faccia assumere dalla CIA (magari facendosi raccomandare da Ferrara, o dall'agente Betulla..). Così, forse, potrebbe anche cercare di far crollare i muri veri, come quello d'Israele contro i palestinesi." GV


1 commento:

s-forth ha detto...

S’il devient désormais possible de pouvoir comparer les discours et idéologies politiques d'un Mussolini de droite avec celles d'un Chavez de gauche, il ne nous reste plus que d’oublier toutes les avancées d’études herméneutiques. Mais pour Silvio Viale, l’histoire est toute la même, et c’est ainsi qu’il dissout et rapproche deux extrêmes en faisant appel à quelques caractéristiques mineures. En effet, il choisi de comparer l'un et l'autre à travers le symbole d'une grande personnalité au pouvoir et d'un discours anti impérialiste. Pour ce dernier, il oublie de noter que ce discours date de l’avant guerre et voulait se rapprocher de l’anti-impérialisme Hitlérien. Ce qui veut dire que cet anti-impérialisme voulait combattre l’empire colonial et capitaliste Anglo-saxon en adhérant a une autre force impériale encore plus malfaisante (antisémitisme – eugénisme raciste, etc.). Quant a Chavez, par contre, qu’on soit pour ou contre, personne ne peut douter que son combat contre l’impérialisme capitaliste n’était point fondé sur le désir de créer une race plus pure et plus forte, mais à travers une régénération du pouvoir par le peuple et pour le peuple. En outre, Chavez a commencé à créer un antidote anti-impérialiste alors que Mussolini voulait construire une arme anti-impérialiste. Il n’y a donc pas de points de convergences à faire entre ces deux discours. Du coté de la personnalité extravagante de chacun d’eux, il suffit de se rappeler que l’un était aimé par le peuple parce qu’il représentait le peuple, et que l’autre était aimé le peuple parce qu’il représentait le symbole de l’empereur romain tout puissant, c'est-à-dire, un symbole de violence, qui, par celui-ci, intentait de ramener la fierté d’un Italie assoiffée de pouvoir par le sang. Il est vrai que Chavez a usé de sa force pour garder sa main sur le pouvoir, mais l’idéologie protégée par cette force n’avait rien à voir avec un désir Mussolinien impérieux. Ici encore, donc, Mr Viale n’a pas su considérer l’hombre gigantesque du contexte dans la recherche historique.

YB