giovedì 22 dicembre 2011

Inattualità del pensiero debole, la risposta di Rovatti a Ferraris

Riporto qui fedelmente la pagina dell'editore Forum dedicata a Inattualità del pensiero debole, il nuovo libro di Pier Aldo Rovatti.

E’ da pochi giorni in libreria, per il momento solo a Udine, “Inattualità del pensiero debole” di Pier Aldo Rovatti, nuovo titolo della collana vicino/lontano, edita da Forum. Il volume entra a caldo nella recente polemica nei confronti del pensiero debole – polemica sollevata lo scorso agosto sulle pagine di “Repubblica” da Maurizio Ferraris - e di fatto costituisce una replica alla sua presa di posizione. Verrà presentato domenica 11 dicembre a Roma (alle 14, nella Sala Turchese del Palazzo dei Congressi dell’EUR) in occasione della Fiera della piccola e media editoria. Introdotti da Norma Zamparo, direttore editoriale di Forum, ne discuteranno l’autore, Pier Aldo Rovatti, docente di Filosofia teoretica e contemporanea all’Università di Trieste, e il giornalista Marco Pacini, direttore della collana, nonché ideatore del progetto vicino/lontano. Nel volume Pier Aldo Rovatti, dialogando con lo studioso steineriano triestino Alessandro Di Grazia, risponde alle obiezioni di Maurizio Ferraris, di Umberto Eco e di altri esponenti del “nuovo realismo”, fautori di una “piccola crociata” verso un’intera stagione culturale. Il volume si apre con un necessario preambolo, per fornire al lettore le coordinate per orientarsi nel contesto specifico della polemica. Vengono ripubblicati due articoli, comparsi questa estate su “Repubblica” e “il Piccolo” a firma di Rovatti – con Gianni Vattimo padre del pensiero debole – che costituiscono una prima replica a Ferraris e, al contempo, un’introduzione ai temi portanti della filosofia del pensiero debole. Dopo trent’anni, Rovatti conferma la particolare consonanza con il pensiero critico di Michel Foucault, rivendicando il valore che conserva ancora oggi il suo pensiero come bussola di orientamento. In una cultura spettacolarizzata e al tempo stesso accademizzata, in contrapposizione alla visione concreta e fattuale della verità sostenuta dai nuovi realisti, Rovatti sostiene la necessità di una critica radicale al concetto di ‘verità’, al fine di rimettere al centro del discorso i temi del potere e del soggetto. Attraverso una visione della storia e dell’attualità caratterizzata dalla pietas e dall’assenza di dogmi ontologici, lo sviluppo del ‘pensiero debole’ diventa lo strumento critico che può consentire alla società contemporanea di risollevarsi culturalmente e tentare di affrontare la ricerca della verità “senza menare colpi d’ascia a vuoto”. Tuttavia è proprio la situazione sociale contemporanea, i fallimenti culturali e valoriali che hanno caratterizzato gli ultimi vent’anni e i cui effetti influenzeranno la nostra quotidianità per molto tempo, a portare l’autore alla conclusione che, oggi, il ‘pensiero debole’ è inattuale. Il ‘pensiero debole’ è uno strumento critico che non siamo in grado di utilizzare, ma potremmo esserlo in futuro. Con le parole dell’autore “Il pensiero debole […] è un ‘pensiero positivo’ che propone la pratica di un’etica minima: una linea di resistenza contro ogni genere di nuova barbarie, sulla quale attestarsi per non cedere sul diritto di essere cittadini. Una soglia di civiltà – direi – da difendere strenuamente e rispetto a cui non indietreggiare. Da qui discendono uno stile di vita e un impegno nella società. L’indignazione diffusa, il ‘se non ora quando’ che non vale solo per il movimento delle donne, l’esigenza inderogabile di reagire alle condizioni di precarietà, l’urgenza di una scuola che funzioni, indicano con evidenza quali siano i ‘soggetti’ interessati a sottrarsi alla gelatina populistica che ormai ci avvolge. Quasi tutti. Ed è a loro che il pensiero debole si rivolge chiedendo che ciascuno si faccia carico della propria supposta ‘impotenza’, non affidandosi alle ideologie ma praticando, giorno per giorno, una valorizzazione e una socializzazione dei propri bisogni.”
Pier Aldo Rovatti insegna Filosofia teoretica e Filosofia contemporanea all’Università di Trieste. Ha studiato fenomenologia a Milano con Enzo Paci iniziando fin dagli anni Sessanta a collaborare con la rivista di filosofia e cultura «aut aut», di cui è direttore dal 1976. Collabora con i quotidiani “Il Piccolo” e “la Repubblica”. Coordina il Laboratorio di filosofia contemporanea e l’Osservatorio sulle pratiche filosofiche a Trieste. È membro del comitato scientifico di vicino/lontano. Tra le sue ultime pubblicazioni: Possiamo addomesticare l’altro? La condizione globale (2007); Etica minima. Scritti quasi corsari sull’anomalia italiana (2010); Noi i barbari. La sottocultura dominante (2011). Nel 2010 è uscito il primo volume a lui interamente dedicato (René Scheu, Il soggetto debole. Sul pensiero di Pier Aldo Rovatti, Milano: Mimesis, 2010) che contiene anche la prima storia dettagliata della ricezione del pensiero debole.
La collana ‘vicino lontano’ è edita da Forum ed è diretta da Marco Pacini con la consulenza scientifica di Stefano Allievi, Giovanni Leghissa, Giangiorgio Pasqualotto, Pier Aldo Rovatti e Davide Zoletto. Si propone di forzare il linguaggio e i confini della comunicazione accademica e specialistica per raggiungere anche il grande pubblico, con contributi rigorosi e allo stesso tempo facilmente fruibili, per rompere le barriere dei luoghi comuni, degli stereotipi e delle semplificazioni mediatiche che ostacolano una vera comprensione del reale.
In catalogo vi sono 11 titoli. Tra gli autori Carlo Galli, Slavoj Žižek, Renzo Guolo, Marco Cicala. “Inattualità del pensiero debole” sarà nelle librerie di tutta Italia a partire dalla fine di gennaio. E’ invece già in vendita a Udine presso le librerie Friuli, Moderna, Tarantola, Cluf, Friullibris

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