giovedì 16 giugno 2011

Interrogazione alla Commissione sulle violenze della polizia a Barcellona

Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-005789/2011 alla Commissione

Articolo 117 del regolamento

Gianni Vattimo (ALDE)

6 giugno 2011

Oggetto: Violenze della polizia a Barcellona, Spagna

A Barcellona, il 27 maggio scorso, 350 "Mossos d'Esquadra" e un centinaio di agenti della "Guardia Urbana", inviati "per motivi d'igiene e sanità pubblica"[1] , hanno sgomberato con l'uso della forza la Plaça Catalunya, dove dal 15 maggio migliaia di persone manifestavano pacificamente contro la crisi politico-sociale in cui la Spagna versa ormai da qualche anno[2] . Le immagini e i video, che hanno fatto il giro del mondo nei giorni scorsi[3] , mostrano episodi di grave violenza ad opera della polizia catalana nei confronti di manifestanti inermi[4] . Gli scontri hanno causato 121 feriti, i quali hanno riportato soprattutto lesioni legate ai colpi di manganello ricevuti dagli agenti di polizia. Il Washington Post ha affermato che le forze di polizia hanno "trascinato" e "picchiato i manifestanti, alcuni dei quali hanno riportato ferite sanguinanti sulle mani e sulla testa, e arti fratturati"[5] . Il ministro degli Interni della Generalitat de Catalunya, Felip Puig, difendendo l'azione della polizia, ha dichiarato che anche a posteriori riprenderebbe "la stessa decisione", ovvero quella di ordinare lo sgombero della piazza[6] . Già più volte, nel corso degli ultimi anni, le forze di polizia di alcuni Stati membri si sono rese protagoniste di un uso sproporzionato della forza nei confronti di dimostranti pacifici che partecipano a manifestazioni organizzate da cittadini, non ultimo in occasione delle manifestazioni studentesche in Italia nel dicembre scorso.

L'Unione europea e gli Stati membri sono tenuti a rispettare la libertà d'espressione (articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU); articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali (CDF) e quella di riunione pacifica (articolo 11 CEDU; articolo 12 CDF), mentre le istituzioni europee sono tenute a promuovere l'applicazione degli articolo 2, 6 e 7 TUE.

Proprio nel momento storico in cui i nostri vicini arabi ci ricordano quotidianamente l'importanza di tali principi e valori, l'UE ed i suoi Stati membri non possono permettersi di negarli sul loro territorio.

La Commissione è a conoscenza di tali fatti? La Commissione non ritiene opportuno dover ribadire l'irrinunciabilità delle libertà summenzionate, come contemplate non solamente nella Carta dei diritti fondamentali, ma anche dagli articoli 2 e 6 TUE? Quali sono le iniziative che la Commissione intende intraprendere per richiamare i governi resisi protagonisti di queste violazioni?


[1] http://www.Ine.es/espana/2011/05/27/govern-defiende-carga-actuacion-mossos/1080981.html

[2] http://www.ilpost.it/2011/05/27/gli-scontri-di-barcellona/

[3] http://www.20minutos.tv/video/bmunFKLO-brutalidad-en-la-plaza-de-cataluna/0/desalojo-en-barcelona/

[4] https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=Geg_6Xoy04s#at=20

[5] http://www.washingtonpost.com/business/121-injured-as-spanish-police-clash-with-protesters-in-makeshift-camp/2011/05/27/AGSJimCH_story.html

[6] http://www.Ine.es/espana/2011/05/27/govern-defiende-carga-actuacion-mossos/1080981.html

3 commenti:

enrico ha detto...

"La rivolta dei gelsomini" espande il suo effluvio in Spagna,prodromo inderogabile della rivolta delle nazioni latine europee

Elena Herrero ha detto...

Voglio congratularmi per il coraggio civico nel porre questa interrogazione al parlamento europeo. Come cittadina spagnola, ho inviato una lamentela per iscritto sia al difensore civico catalano che all' Unione Europea, inviando documentazione video dalla quale si evince la mancanza di identificazione visibile degli agenti (violazione del decreto del governo catalano 4/11/2008) e l'uso da parte di un agente di un'arma non regolamentare (sbarra di metallo). Molte grazie per aver sollevato il problema a livello europeo, un cordiale saluto.

Gianni Vattimo ha detto...

Di nulla, era doveroso. Tanto più per uno come me, cui si chiede appunto di sollevare problemi (di questo tipo) a livello europeo, e di riflettere sull'avvenire dell'Europa stessa, più che di stilare rapporti tecnici sull'armonizzazione di norme nazionali... in ogni caso, mi sembrava giusto porre l'attenzione dell'Europa su quanto accaduto, e in generale sulla militarizzazione strisciante (vedi Tav) di tante nostre democrazie.