giovedì 11 luglio 2013

"Viva la CIA!"

Il filosofo ed eurodeputato Gianni Vattimo risponde alle critiche ricevute per aver abbandonato l’aula plenaria del Parlamento di Strasburgo al grido di “Viva Castro”, in seguito al discorso per l’assegnazione del premio Sakharov a Guillermo Fariñas, noto dissidente cubano.


di Gianni Vattimo

Lascio da parte le coglionerie più evidenti: che sono rimbambito, può anche darsi; e le proposte di mandarmi a Cuba con biglietto di sola andata: grazie, mandino indirizzi e li contatterò in caso. Per il resto, tutti gli interlocutori scandalizzati da ciò che ho detto a Strasburgo la settimana scorsa dovrebbero dare un'occhiata a che cosa continua a fare la CIA con le intercettazioni e i controlli soffocanti, degni esempi della tutela della libertà d'espressione nell'occidente "civilizzato". E' molto probabile che la "talpa" dello scandalo Wikileaks Bradley Manning, anche se dovesse passare il resto della sua vita in cella d'isolamento, non sarà mai insignito del premio Sakharov per la libertà d'espressione. Per non parlare di Edward Snowden...


Non sarà, forse, che la CIA avrà fatto di tutto e di più anche contro Castro? Per esempio, è evidente che i miei interlocutori non hanno mai sentito parlare del progetto Peter Pan, che con la collaborazione della Chiesa gli USA hanno organizzato subito dopo la vittoria di Castro per esportare violentemente bambini cubani nel "mondo libero" con la scusa che bisognava salvarli dai comunisti che li volevano rieducare o anche mangiarli, alla lettera.  
E poi: Cuba sarebbe peggiorata economicamente e socialmente dai tempi di Fulgencio Batista (un PG corriere con una t in meno!)? Ma non hanno mai sentito parlare della medicina sociale cubana a cui ricorrono anche nordamericani poveri che non possono godere di alcuna assistenza nel paradiso USA? O del fatto che l'educazione a Cuba sia completamente gratuita, università inclusa, e che il governo destini alla scuola il 10% del proprio budget annuale mentre gli USA solo il 2 (per non parlare del tasso di alfabetizzazione che a Cuba sfiora il 100%)?
La mancanza di molti beni di consumo a Cuba è stata provocata dall'embargo pluridecennale statunitense, a cui Cuba ha resistito (e resiste) con vero eroismo divenendo un esempio per le nuove democrazie latinoamericane, mente gli Usa democratici avevano solo "aiutato" il Sudamerica con il piano Condor, quello corresponsabile degli omicidi e delle torture  delle giunte militari argentine e cilena, o con la politica reganiana del rollback, che sosteneva e addestrava la guerriglia per compattere il "dilagare" del socialismo in America Centrale. 

Quanto a Guillermo Fariñas, l'unico giornale che, pur con le solite chiacchiere sul totalitarismo (proprio loro, eredi del Fascio!), riporta le mie parole è il Secolo d'Italia: Fariñas mi sembra eroico per la forza con cui ha testimoniato le sue idee; ma la motivazione del premio Sakharov è la solita polpetta avvelenata dalla propaganda dell'Occidente e degli USA. Sicuramente il sistema cubano non è un sistema di governo perfetto; ma non è un regime totalitario, come grossa parte dell'intellighenzia nostrana, europea e italiana in primis, continua a volerci far credere. Una visione politica così semplicistica è figlia di un'idea di relazioni internazionali purtroppo ancora legata a dinamiche oltranziste. Non meraviglia che gli Usa e i loro alleati, le destre europee, mantengano queste posizioni da guerra fredda. Ma questa guerra è ormai finita e persa, e l’Unione Europea (oltre al PD italiano) dovrebbe prenderne atto.


Gianni Vattimo

8 commenti:

Francesco Pavia ha detto...

Ha perfettamente ragione: putroppo la propaganda è riuscita nel suo intento: ci ha rincoglioniti tutti, al punto che i premi nobel per la pace vengono assegnati a guerrafondai di ogni sorta e noi applaudiamo inebetiti.

Jammy Rebelde ha detto...

E' il problema del monopensiero imposto da martellamenti continui dei media, ma non solo, quando Giovanni Paolo II andò a Cuba il viaggio fu pubblicizzato come un momento storico di riavvicinamento di Cuba alla democrazia, oppure come il papa che porta una ventata di santità in un paese ostile... dopo decenni di pubblicità ingannevole,con la quale si fa passare l'indigenza provocata dall'embargo, come prova tangibile delle respknsabilitò del governo castrista, credo sia normale avere tante teste convinte che cuba sia il male. Dovrebbero leggere il progetto di rinascita dell'america latina e capire quale portata storica possa avere l'emancipazione di quelle nazioni.
ma la gente preferisce l'informazione pronto quoci, e possibilmente predigerita.. con buona pace di chi ci disse di avere il coraggio di sapere!

Giovanni Schiava ha detto...

Forse, Gianni, è apprezzabile il tuo tentativo di tenere sempre viva l'attenzione contro il pensiero unico, dominante, quello occidentale, ma, d'altra parte, credo che, a volte, ti sfugga che, per controbilanciamento, anche tu non manchi di farti condizionare da un pensiero unico, quello anti-occidentale, comunista, rivoluzionario. Una posizione "debole" dovrebbe essere aperta a continue modificazoni, contestualizzate, fino ad abbracciare anche l'opposto. In merito alla questione, personalmente credo che gli USA siano attualmente lo stato più libero e democratico, organizzato a mantenere questa condizione interna con una rete di strutture visibile e invisibili che non guarda in faccia a nessuno al fine della sopravvivenza, come d'altrone fa ogni nazione del mondo. L'equivoco sta nell'equazione libertà/democrazia = santità. Il fatto che una nazione sia più democratica e libera non può, ahimè, escluderla dalla lotta per la sopravvivenza costi quel che costi. Altro è discutere di quel modello, di quell'organizzazione interna che professa libertà e democazia. Da quest'ultimo punto di vista credo che gli USA abbiano da insegnare.

Antonio C. ha detto...

La dinamica economica cubana è faccenda complessa e i rilievi che lei muove sono sacrosanti. Ho sempre sospettato e sempre sospetterò della santificazione dei "buoni" come della demonizzazione dei "cattivi", ma riguardo al giudizio che esprimo (o che sospendo) nei riguardi di Cuba non posso prescindere da voci come quelle di Reinaldo Arenas o di José Lezama Lima. Riguardo alle "coglionerie" che le vengono rivolte, cosa dire? Un pensatore formula pensieri, è evidente cosa sia chi formula "coglionerie"!
Antonio

Manuela A. ha detto...

grandissimo! parole oneste in un mondo ipocrita e alla deriva.

Paola Trombetti ha detto...

La guerra fredda è finita e persa, ma il maccartismo e la caccia alle streghe no, e L'Europa gli va dietro come un mastino fedele. Proporrei l'istituzione di un premio intitolato ai coniugi Rosenberg, o a Sacco e Vanzetti... oppure ai cinque cubani detenuti ingiustamente negli USA, la sostanza non cambia.

Bernardo Pérez Andreo ha detto...

Lo que hace la UE no es otra cosa que seguir la corriente a su verdadero dueño. Si la información de la realidad que Vattimo nos cuenta llegara de verdad a las personas, creo que modificarían su forma de ver lo que sucede en Cuba.

Ivan Baldassa ha detto...

Condivido in pieno.