martedì 15 giugno 2010

Interrogazione alla Commissione sulla Legge bavaglio

Interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione
Articolo 115 del regolamento
Sonia Alfano, Sophia in 't Veld, Luigi de Magistris, Marietje Schaake, Cecilia Wikström, Leonidas Donskis, Nathalie Griesbeck, Gianni Vattimo, Ramon Tremosa i Balcells, a nome del gruppo ALDE
9 giugno 2010

Oggetto: "Legge bavaglio" in Italia
Il Parlamento italiano sta esaminando una proposta del governo Berlusconi intesa a modificare la legge sulle intercettazioni (in particolare per quanto riguarda i criteri e le procedure per l'autorizzazione, i tipi di reati interessati, la sorveglianza elettronica, la durata dell'autorizzazione per le intercettazioni, l'uso di informazioni provenienti da intercettazioni in relazione ad altri reati e le eccezioni per i deputati e i religiosi) e a limitare la possibilità di pubblicare le trascrizioni delle intercettazioni comminando sanzioni severe ai mezzi di comunicazione – inclusi i nuovi media – che forniscono informazioni sulle inchieste giudiziarie prima della fase delle udienze preliminari, periodo che, in Italia, può andare da tre a sei anni, e in alcuni casi fino a 10 anni.
In Italia il nuovo progetto di legge ha suscitato gravi preoccupazioni: l'Associazione Nazionale Magistrati teme che esso determinerà un indebolimento degli strumenti atti a contrastare la criminalità e a proteggere la sicurezza dei cittadini. La Federazione Italiana Editori Giornali, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l'Associazione Giornalisti hanno denominato tale progetto "legge bavaglio" e criticano in particolare le elevate sanzioni proposte. Anche le autorità statunitensi, tra cui il sottosegretario del Dipartimento della Giustizia Lanny Breuer, hanno espresso preoccupazioni riguardo alle modifiche proposte.
1. Ritiene la Commissione che le modifiche proposte alla legge sulle intercettazioni in Italia siano proporzionate e in linea con le norme europee sulla libertà di informazione, la libertà dei mezzi di comunicazione e il diritto dei cittadini di ricevere informazioni, così come garantito dall'articolo 11 della Carta di diritti fondamentali dell'Unione europea e dall'articolo 10 della Convezione europea dei diritti dell'uomo e dalla giurisprudenza correlata?
2. Ritiene la Commissione che le modifiche proposte siano compatibili con gli obiettivi dell'UE di lottare contro la criminalità in Europa?
3. Reputa la Commissione che le modifiche proposte – i cui obiettivi dichiarati sono di prevenire le violazioni della segretezza dei processi penali e di proteggere la privacy – siano proporzionate rispetto all'effetto pratico che avranno, ossia di limitare gravemente l'azione dello Stato nel far applicare la legge al fine di garantire la sicurezza dei cittadini mediante la prevenzione e la repressione della criminalità, nonché di limitare la libertà di informazione?
4. Quali misure intende adottare la Commissione per garantire che la libertà di informazione, la libertà di espressione e la libertà di stampa siano garantite in Italia e nell'Unione europea e che la lotta contro la criminalità organizzata in Italia e nell'UE sia efficace?

2 commenti:

la trazzera ha detto...

E' una splendida iniziativa, ma come sempre l'Europa ci deluderà. Un Europa troppo debole, timida e compromessa non può fare la voce grossa con uno dei paesi fondatori. Poi quando il regime sarà palese, tutti si piangeranno addosso!
Comunque grazie a voi qualcosa si muove nel verso giusto
Pippo Vinci

Adele ha detto...

Il regime è già palese da parecchio tempo. Direi che ha appalesato la sua natura e la sua essenza in tutti i modi possibili e immaginabili. Siamo stanchi, abbattuti e apatici sudditi . Non basta l'Europa , dovremmo difenderci da noi stessi, ma siamo caduti ormai nell'inerzia, e questa è un'ulteriore prova che siamo già sprofondati in una realtà dispotica