lunedì 20 gennaio 2014

Avventure di un trombando 2


di Gianni Vattimo 

Bah, non credo che Grillo abbia voluto farmi uno scherzo. Non aveva letto bene il mio blog, nel quale era scritto chiaramente che io avevo effettivamente fatto due mandati europei. Oppure, quando lo ha scoperto ha lasciato che la cosa andasse avanti anche per  permettere alla “base”, quale che sia, di intervenire. Era più o meno quello che mi aspettavo anch’io: sapevo della regola dei due mandati, ma non mi sembrava così ovvio che si applicasse automaticamente anche alle elezioni europee. 

Pensavo proprio di lasciare che i militanti votanti delle primarie on line decidessero sul problema: la regola dei due mandati non è la bibbia né la costituzione, loro l’hanno stabilita (credo)  loro la possono sospendere. E’ quello che continuo ad augurarmi anche adesso, per  lo meno che nel Movimento si ridiscuta questo tema. Anche perché, come ho detto nel colloquio con Liuzzi uscito sul Fatto di sabato scorso (18 gennaio), applicare rigidamente questa regola mi sembra un errore; del resto già chiaramente corretto nel caso del voto per Rodotà  al Quirinale. Rodotà non è meno “riciclato” di me. Grillo mi risponde che il caso era profondamente diverso: lo capisco e non voglio esagerare la comparazione, ma il senso del richiamo rimane lo stesso. 
Il Movimento va alle elezioni europee per la prima volta, è logico aspettarsi almeno che ripensi questa regola. Insistervi mi sembra una autolimitazione insensata. Un po’ “razzista”, se si vuole: chiunque abbia avuto da fare con partiti e cariche istituzionali, comunque si sia comportato, è delegittimato a proporsi come candidato. Vedo solo due possibili ragioni di applicare rigidamente la regola: la legittima scelta politica di rimanere fedeli al modello con cui si è vinto (squadra che vince non si cambia); oppure il prevalere di un generale spirito vendicativo nei confronti di chiunque abbia fatto politica finora. Entrambe queste ragioni mi sembrano comprensibili, soprattutto la prima, ma comportano il rischio di vietarsi molte scelte che potrebbero incidere nella realtà politica immediata, senza aspettare un momento di palingenesi  che verrebbe con la maggioranza assoluta e il governo “ tutto” di Cinque Stelle. 
E’ del resto quello che sembra essere accaduto con il governo nazionale dopo le ultime elezioni: so anch’io che il PD è poco affidabile, ma forse valeva la pena metterlo alla prova. Per esempio, per venire a un tema che sta a cuore a me come a Grillo e ai suoi, si poteva contrattare una sospensione immediata dei lavori - e delle spese - per il TAV, e così altre cose: ritiro delle missioni “di pace” all’estero, cancellazione dell’acquisto degli F-35; e simili. Per quanto limitato, il senso della mia proposta di candidatura era anche questo; o poteva esserlo, al di là del mio caso personale che, ripeto, è del tutto marginale. Io intendevo solo usare le mie poche competenze europee, continuando  la lotta  per gli ideali che mi hanno mosso fino ad ora. L’idea che una parte della base dei Cinque Stelle mi respinga come un riciclato in cerca  di poltrone e prebende mi deprime non solo per me, ma anzitutto per chi vede la politica solo sotto questa luce. Impiccarsi a una corda fatta di scontrini e note spese, o difendere un patrimonio elettorale tenendolo sotto il materasso senza mai impiegarlo per paura di perderlo? Se è così, grazie lo stesso. 

Gianni Vattimo
 

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Gagliardo professore,
se fossi in lei -e lo dico da sofista- lascerei perdere tutte queste fanfaronate di cui si preoccupa tanto.
Insomma, c'è ben altro che attende le sue cure!
La Verità, per esempio, a me sembra un'occupazione più che ragguardevole.
Ossequioso, la saluto.
un sofista

Cesare G. ha detto...

Caro professore, nel leggere della sua coraggiosa intenzione di candidarsi con i cinquestelle, io, elettore un po' ingenuo e mai convintondel movimento, avevo reagito con grande entusiasmo. Poi ho letto il resto, i commenti e i post della cosiddetta base: reazioni rabbiose, grauitamente offensive, oltre che bovinamente condizionate dal rispetto della Regola, assurta a divinità dall'adepto grillino. Inutile mediare, contestualizzare. La partita è persa, il Paese, forse, pure.
Saluti

Antonio C. ha detto...

Trovo deprimente questa girandola di autoumiliazione. Che Grillo e la sua banda di invasati siano inaffidabili nella loro sbandierata intransigenza è evidente anche ai muri. Era evidente fin dall'inizio che la novità del movimento bicefalo avrebbe scosso la politica come un terremoto (giusto Napolitano non sentiva i rintocchi!) ma che non avrebbe costruito nulla, esattamente come un terremoto prepara una nuova urbe (se ci sono progetti). Siamo arrivati al paradosso di invocare il terremoto ogni volta che serve un rinnovamento.

Anonimo ha detto...

Egregio signor Antonio,
io parlerei meno di girandole e più di giramenti, ma non di girandole, bensì di palle. Girandole, dice lei, di autoumiliazione, e che cosa diavolo significa? E ancora, movimento bicefalo? I rintocchi, i muri che hanno evidenza? Cosa sta accadendo?
??????????????????????????????????????????????????????????
Professore, dove siamo? Perché ha permesso questo?
un sofista

Anonimo ha detto...

Gentile professor Vattimo,scusi la brutalita', ma a me sembra che si sia capito molto poco del M5Sa cui preme solo ed esclusivamente la democrazia diretta a prescindere dai contenuti. Anzi i contenuti sono solo strumentali per la realizzazione della democrazia diretta e l' annientamento totale dei corpi intermedi (come i partiti) tra cittadino e istituzione. Per questo c'e' la regola dei due mandati (non si vuole una classe politica fosse anche competente perche' sarebbe la leggitimazione della forma partito), per questo non si fa alcun accordo ne' si discute con alcuna forza politica (anche nel caso facessero una proposta condivisibile) perche' si leggitimerebbero i partiti che si vogliono eliminare. Si legga tutti i documenti scritti da Casaleggio in rete, trasuda da ogni parola che il fine ultimo e' solo ed esclusivamente la democrazia diretta. E questo per me lo hanno capito in pochi, sia quelli che lo hanno votato (che alla brutta vedendo i risultati delle consultazioni online sul reato di immigrazione clandestina sono 65% di sinistra e 35% di destra ed ognuno vede nel movimento quello che vuole vederci) sia quelli che non lo hanno votato e dicono che tiene i voti congelati (non sono congelati ma sono bloccati in modo che i partiti tradizionali mostrino tutto lo sfacelo a cui sono ridotti).

In Italia e' tutto da rifare, persino quelli che vogliono rifarla.

Mi piacerebbe molto sentire il suo parere su questa analisi.

Cordialmente

UnoChePassaDiQuiOgniTanto

Bernado L. ha detto...

Peccato professore: con in campo un personaggio del suo calibro culturale, della sua esperienza politica e del suo garbo sarei stato seriamente tentato da un voto al M5S turandomi il naso, anzi tutti gli orifizi, e votando solo ed esclusivamente perché si candidava una persona che stimo come lei.
Non è successo, mi dispiace per lei, meno per me: non avrò questa maligna tentazione, la scelta mi sarà più limitata, quindi più semplice. Auguri per tutto.

Anonimo ha detto...

"la scimmia ammaestrata"questa e' l'unica soluzione che il movimento le prospetta,in virtu'di una regola inamovibile assoluta.Ed e' strano per un movimento che nasce come forza di rottura e di rinnovamento delle regole il suo vangelo... cmq prof. e' sempre il numero uno saluti alberto

Anonimo ha detto...

"la scimmia ammaestrata"questa e' l'unica soluzione che il movimento le prospetta,in virtu'di una regola inamovibile assoluta.Ed e' strano per un movimento che nasce come forza di rottura e di rinnovamento delle regole il suo vangelo... cmq prof. e' sempre il numero uno saluti alberto