Dal mio blog sul sito de Il Fatto quotidiano, 3 dicembre 2011
La disgregazione sociale renderà vani i sacrifici
Dicono i giornali di oggi che i due leader dei partiti maggiori che hanno dato la fiducia a Monti non si fanno sentire, e anche i commentatori e gli opinion maker
si interessano per lo più alle indiscrezioni circa l’uno o l’altro
aspetto della “manovra” piuttosto che al significato politico generale
di quello che sta per accadere, o caderci sulla testa. Persino la
lodevole campagna del “Fatto” sui conflitti di interesse che, nonostante le buone intenzioni, o presunte tali, di Monti
gravano su non pochi componenti del governo si può leggere come un
richiamo al dovere di attenersi davvero al programma enunciato in
parlamento dal premier piuttosto che come un’espressione di riserve
politiche su tutta l’operazione. Certo, la sapida satira di Travaglio
sulla “sobrietà” e le lodi universali tributate dai giornali main
stream alla figura di Monti ha l’aria di esser qualcosa di più che un
semplice divertimento. Sta di fatto, però, che l’attività di Monti e dei
suoi ministri, per quel che se ne sa, rimane circondata da una specie
di silenzio sacramentale che non fa sperare niente di buono;
o meglio, che preannuncia la rassegnata accettazione da parte di una
maggioranza “emergenziale” che salverà qualche faccia tollerando (o
anche programmando?) qualche voto contrario su questo o quel punto
della manovra.Intanto, i giornali sono pieni di illustrazioni apocalittiche delle conseguenze che seguirebbero alla fine dell’euro, il temuto default, la dissoluzione dell’Unione Europea e il ritorno a quella sorta di stato di natura da cui credevamo di essere usciti. Non si pecca di eccessiva sospettosità se si pensa che tutto questo sia una sorta di “concertazione” generale diretta a far digerire anche i peggiori aspetti dell’azione
Gianni Vattimo
Nessun commento:
Posta un commento